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Crisi idrica: M5S, richiesta commissione d'inchiesta

Crisi idrica: M5S, richiesta commissione d'inchiesta

Marcozzi, situazione drammatica, troppe parole, servono fatti

PESCARA, 22 marzo 2022, 20:29

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Troppe parole, servono fatti.
    L'emergenza idrica in Abruzzo è drammatica. I dati pubblicati dall'Istat sulle perdite che si registrano sul nostro territorio sono di una gravità inaudita e richiedono un intervento immediato, in vista soprattutto della stagione estiva ormai alle porte. Per questo oggi, nella giornata mondiale dell'acqua, voglio comunicare che sto per protocollare la richiesta di istituzione di una Commissione d'Inchiesta in Consiglio regionale a tema acqua, alla quale sto lavorando da giorni". Ad annunciarlo è il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.
    "Dobbiamo fare chiarezza - sostiene - su quanto non si è fatto in questi anni e su quanto ci sarà ancora da fare.
    L'Abruzzo è tra le regioni in cui si disperde più risorsa idrica in Italia, e non si può più accettare questo risultato come fosse un problema impossibile da risolvere. È il momento di intervenire in maniera concreta e lo faremo a stretto giro".
    "I numeri della dispersione idrica in Abruzzo sono vergognosi. Tra i capoluoghi solo Teramo è al di sotto della media nazionale con il 28,6% di perdite, mentre ci sono L'Aquila al 50,7%, Pescara al 58,9% e addirittura Chieti al 71,7% e maglia nera d'Italia. Anni di mancanza di investimenti hanno fatto sì che la nostra rete si logorasse col tempo, diventando il colabrodo che ci piazza in fondo alla classifica italiana".
    "Questi numeri nascondono in sé innumerevoli disagi per la cittadinanza, che si vede periodicamente privata di un diritto universale e fondamentale come quello dell'accesso alla acqua.
    Ogni giorno leggiamo di segnalazioni dei cittadini, che lamentano interruzioni idriche anche nei mesi invernali, rotture o disagi di ogni natura".
    "Di acqua in Abruzzo si occupa l'Ersi, un ente pubblico e partecipato da tutti gli enti locali della regione. A questo si aggiungono sei gestori, distribuiti sull'intero territorio.
    Davanti a un'emergenza ormai conclamata, la prima cosa da fare è trovare un coordinamento chiaro tra tutte le parti in causa, un punto di riferimento a cui si possano affidare sia gli enti che si occupano della gestione idrica che associazioni e cittadini".
   
   

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