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Responsabilità editoriale di ASviS
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L’evoluzione normativa relativa alla produzione e al consumo sostenibili ha avuto come principale protagonista la legislazione europea, a partire dal Programma della Commissione Europea 2019- 2024 per “Un’Unione più ambiziosa”, di cui i primi due punti (Green Deal e Un’economia che funzioni per le persone) perseguono esplicitamente la sostenibilità ambientale e sociale.
Questa impostazione è stata ribadita con il Programma Next Generation Eu, varato per affrontare la crisi e rilanciare l’economia e la società in Europa. Tra le iniziative europee di maggior rilievo per il passaggio ad una economia circolare e più sostenibile da tutti i punti di vista si segnalano poi:
Sul versante nazionale, la Legge di Bilancio 2020 è meno disorganica e frammentaria della precedente, soprattutto per quanto riguarda la produzione responsabile, ma dà poco spazio al tema del consumo responsabile, strumento essenziale di mobilitazione e pressione dal basso verso la sostenibilità. Quasi tutti i Target del Goal 12 sono toccati dalla Legge, anche se è sorprendente l’assenza di provvedimenti specifici per il Target 12.4 sulla gestione eco-compatibile delle sostanze chimiche, l’unico Target del Goal 12 che, per l’Agenda 2030, deve raggiungere risultati nel 2020. Tra i commi rilevanti, si segnalano:
Va poi segnalato che il 10 marzo 2020 il ministero dell’Ambiente ha varato il Decreto su “Criteri ambientali minimi per il servizio di ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari” (Cam), che fa riferimento a diversi settori della ristorazione collettiva (scolastica, degli uffici, delle università e delle caserme, delle strutture ospedaliere, assistenziali, sociosanitarie e detentive) e alla fornitura delle derrate alimentari. Si tratta di interventi molto rilevanti in direzione dell’utilizzo del Green Public Procurement, che sono entrati in vigore all’inizio di agosto. Per la prima volta tra i Cam obbligatori per le forniture sono inclusi anche i prodotti del commercio equo e solidale (cacao, banane e frutta esotica, tè e tisane, zucchero e caffè).
Per favorire la produzione responsabile, il 31 gennaio 2020 è stato approvato il nuovo Codice di corporate governance per le società quotate in Borsa Italiana, che dovrà essere applicato dal 2021. Il nuovo Codice intende stimolare le società quotate ad adottare strategie sempre più orientate alla sostenibilità. All’organo di amministrazione è attribuita la responsabilità di integrare gli obiettivi di sostenibilità nel piano industriale, nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e nelle politiche di remunerazione.
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A livello europeo[1], il valore dell’indice composito relativo al Goal 12 rilevato per il 2018 è superiore al livello del 2010 per tutti i Paesi, con una distanza tra il primo (Olanda) e l’ultimo in graduatoria (Estonia) pari a 40 punti. I Paesi che mostrano il più ampio miglioramento nel corso del tempo sono Lituania e Lettonia, entrambe grazie all’incremento del tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani. L’Italia si attesta in seconda posizione, registrando un costante miglioramento di tutti gli indicatori elementari, ad eccezione di quello relativo alla produzione di rifiuti, che rimane pressoché stabile nell’arco di tutto il periodo considerato. L’indicatore che più incide sulla graduatoria dei Paesi è quello relativo al tasso di riciclo dei rifiuti urbani.
L’indicatore composito relativo al Goal 12 per l’Italia[2] aumenta significativamente tra il 2010 e il 2019 grazie al miglioramento di tutti gli indicatori elementari. In particolar modo, si osservano progressi importanti per l’indice di circolarità della materia e la percentuale di riciclo dei rifiuti, che con un valore di 49,8% si avvicina al target europeo per il 2020 (50%). Oltre a ciò, è in costante diminuzione il consumo materiale interno per unità di Pil (-27,5% rispetto al 2010).
Nel 2020, a causa della grave diminuzione del Pil, si assiste a un decremento della produzione di rifiuti urbani, il che determinerà, con tutta probabilità, un miglioramento dell’indicatore riferito a questo Goal.
In merito al Target 12.4 in scadenza quest’anno (“Entro il 2020, ottenere la gestione ecocompatibile di sostanze chimiche e di tutti i rifiuti in tutto il loro ciclo di vita, in accordo con i quadri internazionali concordati, e ridurre significativamente il loro rilascio in aria, acqua e suolo, al fine di minimizzare i loro effetti negativi sulla salute umana e l’ambiente”), l’indicatore utilizzato dall’Ispra per valutare lo stato di avanzamento (tonnellate di rifiuti speciali pericolosi avviati a operazioni di recupero) mostra, tra il 2014 e il 2018, un aumento di circa l’80%. Si riduce invece del 14% la quantità di rifiuti speciali pericolosi avviati a operazioni di smaltimento. Questi importanti miglioramenti sono stati conseguiti nonostante un aumento del 14% della produzione totale di rifiuti speciali pericolosi, il che segnala come l’Italia abbia fatto ampi passi avanti nella direzione indicata dal Target, sebbene non lo abbia raggiunto pienamente.
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Scarica Il Rapporto ASviS 2020 “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile”
di Lucilla Persichetti
Responsabilità editoriale di ASviS
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