"Hezbollah non c'entra nulla - racconta all'ANSA l'inviata Lucia Goracci -, è stato uno sfogo senza alcun risvolto politico, frutto della tensione diffusa tra la popolazione delle aree sotto attacco".
Si è trattato - ha confermato riferendo parole
della fixer Kinda Mahaluf - di un gesto di collera da parte dei
familiari di due donne uccise nei raid, che solo casualmente ha
trovato sfogo nell'aggressione alla troupe Rai.
"Tutto si è svolto nel giro di 15-20 minuti - ha proseguito
l'inviata -; volevamo visitare il luogo di un bombardamento di
due giorni fa e documentare la fuga dei pescatori dalle coste
dopo l'allerta israeliana, muovendoci, come sempre, con prudenza
e con tutti i permessi necessari.
Stavamo riprendendo alcuni
operai che ricostruivano delle serre, gente che passava, una
donna anziana che ci ha rivolto alcune parole, quando un gruppo
di persone senza insegne né armi o alcun segno di riconoscimento
si è avvicinato con fare aggressivo. Un uomo ha tentato di
rompere la telecamera con una pietra mentre alcuni lo aizzavano,
altri lo trattenevano. Siamo risaliti in auto diretti a Beirut,
inseguiti dall'uomo in sella a uno scooter". (ANSAmed).
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