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Appalti a clan, ex sindaco e medico assolto anche in appello

Appalti a clan, ex sindaco e medico assolto anche in appello

Cadute tutte le accuse per il primario: "Da oggi torno a vivere"

NAPOLI, 28 novembre 2023, 21:23

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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E' stato assolto in anche appello, dall'accusa di concorso esterno in associazione camorristica, l'ex sindaco di Capua (Caserta) Carmine Antropoli, dirigente medico dell'ospedale Cardarelli di Napoli.
    Lo hanno deciso i giudici della Corte d'Assise d'Appello di Napoli (presidente Vittorio Melito) che hanno rigettato il ricorso con cui la Dda partenopea aveva impugnato il verdetto di assoluzione pronunciato in primo grado nei confronti di Antropoli (difeso da Mauro Iodice e Vincenzo Maiello) dalla Corte d'Assise di Santa Maria Capua Vetere.
    "Da oggi ritorno a vivere - commenta Antropoli - perché dopo una lunghissima agonia giudiziaria, finalmente la Corte d'Assise di Appello ha messo un punto definitivo alla triste vicenda che mi ha colpito. Ribadisco che sono stato sempre fiducioso nell'operato dei magistrati giudicanti, e la sentenza di oggi, che mi ha completamente scagionato, mi ha fatto riprendere fiducia nella Giustizia. Ringrazio la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto e i miei legali".
    Assoluzione bis anche per l'ex assessore di Capua Marco Ricci, che rispondeva sempre di concorso esterno.
    A carico di Antropoli e Ricci restava una condanna per violenza privata ad un anno e otto mesi incassata in primo grado per l'episodio dello schiaffo che l'imprenditore Francesco Zagaria, oggi collaboratore di giustizia, avrebbe dato nel 2016 nello studio medico di Antropoli al candidato alle comunali di Capua Giuseppe Di Lillo al fine di fargli ritirare la candidatura: per questo fatto è sopraggiunto il proscioglimento, deciso dai giudici di Appello, per mancanza di querela di parte, come previsto dalla legge Cartabia.

Stessa pronuncia anche per Armando Porciello, coinvolto nell'episodio dello schiaffo, e per il collaboratore Francesco Zagaria, all'epoca dei fatti (2006-2016) imprenditore di riferimento del clan guidato da Michele Zagaria che secondo la Procura avrebbe condizionato con le sue imprese il Comune di Capua. L'unica condanna ad essere in parte confermata in appello rispetto al primo grado è stata proprio quella a 16 anni di carcere inflitti a Francesco Zagaria per la partecipazione al duplice delitto di camorra Caterino-De Falco (17 anni e tre mesi in primo grado). Antropoli finì in cella nel febbraio 2019 con l'accusa di aver favorito, nei dieci anni a cavallo tra il 2006 e il 2016 in cui era stato sindaco di Capua, gli interessi del clan dei Casalesi; un teorema caduto sia in primo che in secondo grado. Antropoli è stato assolto nel giugno scorso anche nel processo bis - si è svolto davanti al gup con rito abbreviato - per le infiltrazioni del clan al Comune di Capua, in cui rispondeva di abuso d'ufficio e turbativa d'asta; un procedimento nato proprio sulla base del processo madre per concorso esterno e delle dichiarazioni accusatorie di Francesco Zagaria, che dopo l'arresto del febbraio 2019 si pentì iniziando a parlare con la Dda di Napoli.
   

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