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L'essenza di Dolce e Gabbana in passerella a Milano

L'essenza di Dolce e Gabbana in passerella a Milano

Tutto nero per il prossimo inverno

ROMA, 15 gennaio 2023, 12:02

di Gioia Giudici

ANSACheck

La sfilata di Dolce e Gabbana a Milano Moda Uomo - RIPRODUZIONE RISERVATA

La sfilata di Dolce e Gabbana a Milano Moda Uomo - RIPRODUZIONE RISERVATA
La sfilata di Dolce e Gabbana a Milano Moda Uomo - RIPRODUZIONE RISERVATA

Punto e a capo per Dolce e Gabbana che, con una collezione quasi tutta nera, tornano all'essenza del loro brand. Ed 'essenza' è il titolo della proposta che ha sfilato oggi a Milano, nata dalla consapevolezza che "dopo il Covid la qualità viene prima della quantità: è una presa di coscienza - dicono i due stilisti - sulla qualità della vita". "Avevamo voglia di tornare al DNA, all'essenza del nostro marchio perché in questo momento abbiamo tutti gli occhi così pieni di immagini che ci siamo detti - racconta il duo creativo - "facciamo ciò che siamo togliendo tutto"". Il risultato non è minimale, ma semplice e il focus, più che sul look, è sul singolo pezzo: il cappotto lungo dei primi anni '90 portato solo con i boxer, la giacca da donna interpretata al maschile con una leggera imbottitura sui fianchi, il doppiopetto, le pancere/corsetto e le fasce/fusciacche del 2000, il classico abito sartoriale, le maglie fatte a mano, il maxi parka, il biker corto e aderente, la camicia trasparente. Tutto è proposto in modo molto semplificato rispetto alle ultime stagioni, a partire dal colore, con il nero protagonista assoluto, acceso da applicazioni di cristalli ricamati tono su tono che ricordano la pietra vulcanica bagnata. "Il nero è il Sud, è un nostro codice ed è - spiegano Stefano e Domenico - come disegnare una silhouette con una matita su un foglio di carta o come una foto in bianco e nero, eterna rispetto a quelle a colori". E poi la sartoria, caposaldo del marchio, dietro al quale "c'è una visione, una vita: oggi tutto è spersonalizzato, compri un logo, non una filosofia, mentre noi - sottolineano - facciamo le cose per sentimento, non siamo una multinazionale e questa è una grande libertà". Così l'abito, che è "protagonista della vita", diventa "un mezzo di dialogo", anche con i giovani "che non conoscono la Dolce e Gabbana degli anni'90 e per i quali è tutto nuovo. Non è vero che non amano il sartoriale, magari si avvicinano più a una felpa anche per motivi economici, ma per loro un abito è il sogno". Per coinvolgere i giovani, Dolce e Gabbana stanno anche pensando di "tornare in showroom e vendere noi come facevamo 40 anni fa, perché questo lavoro si fa così, non solo su Instagram", dove comunque spopoleranno le pancere/corsetto e le fasce/fusciacche ad alto tasso di seduzione, portate con micro-maglie e pantaloni a doppia cintura. Ad applaudire ospiti come Machine Gun Kelly e Blanco.

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