/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Una proteina rende più vulnerabile il cervello con l'età

Una proteina rende più vulnerabile il cervello con l'età

Determina insorgere disturbi neurologici, con differenze genere

ROMA, 29 aprile 2021, 17:07

Redazione ANSA

ANSACheck

In verde i neuroni in formazione all 'interno di un mini-cervello in provetta (fonte: UCLA Broad Stem Cell Research Center/Cell Reports) - RIPRODUZIONE RISERVATA

In verde i neuroni in formazione all 'interno di un mini-cervello in provetta (fonte: UCLA Broad Stem Cell Research Center/Cell Reports) - RIPRODUZIONE RISERVATA
In verde i neuroni in formazione all 'interno di un mini-cervello in provetta (fonte: UCLA Broad Stem Cell Research Center/Cell Reports) - RIPRODUZIONE RISERVATA

Individuata la proteina che determina la vulnerabilità del cervello con perdita di neuroni e invecchiamento, diversa tra uomo e donna. Chiamata 'VGLUT', risulta più abbondante nei neuroni di dopamina di moscerini della frutta, roditori ed esseri umani di sesso femminile rispetto che maschile. Lo rileva una ricerca della University of Pittsburgh Schools of the Health Sciences - legata all'Italia attraverso UPMC, gruppo sanitario affiliato all'ateneo Usa, in un articolo su Aging Cell. I ricercatori hanno potuto collegare questa scoperta alla maggiore resilienza delle donne alla perdita di neuroni legati all'invecchiamento e all'insorgere di problemi motori.

Utilizzando una combinazione di tecniche biochimiche e genetiche, i ricercatori hanno potuto dimostrare che riducendo geneticamente i livelli di 'VGLUT' nelle mosche femmine, si diminuisce anche la loro resistenza alla neuro-degenerazione associata all'invecchiamento. I disturbi neurodegenerativi come il Parkinson hanno maggiori probabilità di svilupparsi con l'età.

Il Parkinson colpisce prevalentemente gli uomini. Ma mentre le differenze biologiche di genere, che derivano da una combinazione di influenze ormonali, genetiche e ambientali, sembrano spiegare perché le donne sono protette nelle prime fasi, il regolatore di queste protezioni era, fino ad ora, sconosciuto. "Abbiamo scoperto i livelli di VGLUT sono più alti negli organismi femminili che in quelli maschili, che aumentano con l'avanzare dell'età, e che è proprio questa proteina a 'proteggere' dall'insorgere di disturbi neurodegenerativi - spiega Silas Buck, uno degli autori della ricerca - questo ci suggerisce che la proteina può avere un ruolo nel regolare le differenze di sesso nella vulnerabilità alla neuro-degenerazione nel Parkinson, e in altri disturbi neurologici la cui l'incidenza risulta minore nelle donne". Si prevede che il numero di persone colpite dalla malattia raggiunga i 20 milioni entro il 2040, per questo gli studiosi sperano di sondare ulteriormente il ruolo di VGLUT nella neuro-protezione negli esseri umani.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza