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Brusaferro, epidemia largamente diffusa in tutta Italia

Brusaferro, epidemia largamente diffusa in tutta Italia

In studio su plasma finora 188 pazienti

28 ottobre 2020, 13:09

Redazione ANSA

ANSACheck

I Navigli negli scorsi giorni, Milano - RIPRODUZIONE RISERVATA

"L'epidemia è oggi largamente diffusa in tutta l'Italia e non più localizzata. L'indice Rt, che descrive la velocità di diffusione del virus, da l'idea della crescita che stiamo vivendo: è in tutte le regione superiore a 1 e molte realtà lo superano ampiamente". Lo ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Siamo arrivati fin qui, ha aggiunto, "dopo un periodo estivo con numeri limitati e un periodo settembrino in lieve e progressivo aumento, che ha avuto il suo picco nelle ultime due settimane". L'età mediana delle persone che contraggono l'infezione è "oggi di circa 40 anni, nel periodo di picco era 60-70. Nel periodo estivo circa 30 anni".

E' importante "individuare gli asintomatici" perché "individuare le persone portatrici del virus è la prima frontiera per fermare l'infezione. Bisogna tenere la curva dei nuovi contagi sotto una certa soglia, facendo in modo che le persone identificate come positive si possano tracciare". Lo ha spiegato il presidente dell'Iss, intervenendo in audizione in Commissione Sanità del Senato. "È importante", ha proseguito, "continuare a tracciare i positivi, senza mollare la presa: se il numero è eccedente e non si può più fare, si adottano misure per ridurre il numero dei positivi sotto la soglia".

Nello studio Tsunami Italia, che mira a valutare l'efficacia del plasma nella cura del Sars-cov-2, "al 26 ottobre sono stati 188 i pazienti inseriti". Il trial, in cui "sono coinvolti 79 centri clinici e 88 centri trasfusionali", prevede "l'arruolamento di 474 pazienti ma ha avuto rallentamento in parte dovuto al fatto che in estate, fortunatamente, il numero di casi di persone con infezione grave è decresciuto ed è stato limitato. Con la situazione attuale raggiungerà la soglia dei pazienti da arruolare in tempi più rapidi". Lo ha spiegato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro, durante l'audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Nel progetto, partito a maggio, "sono coinvolte un po' tutte le regioni e 14 hanno randomizzato almeno un paziente, ma i pazienti coinvolti sono finora soprattutto toscani".

Le notifiche di possibile esposizione al Covid inviate dall'applicazione Immuni sono quasi raddoppiate in una settimana, passando dalle 19.485 del 20 ottobre alle 36.231 del 26 ottobre. I dati, pubblicati sul sito di Immuni, sono forniti dal ministero della Salute. I download dell'applicazione per il tracciamento dei contagi hanno raggiunto i 9,36 milioni al 25 ottobre, 300mila in più rispetto ai 9,04 milioni del 19 ottobre. Gli utenti positivi al Covid-19 che hanno caricato le proprie chiavi sono 1.530.

Regioni, positiva intesa con medici e pediatri per tamponi  - "Da domani (oggi, ndr) l'esecuzione in modo rapido e in piena sicurezza dei test antigenici di accertamento del Covid è potenziato dal fondamentale contributo dei medici di medicina generale e con quelli dei pediatri": lo annuncia il Presidente del Comitato di Settore Regioni Sanità, Davide Caparini, spiegando che è stato sottoscritto con le rappresentanze sindacali di categoria l'accordo collettivo nazionale stralcio per il rafforzamento delle attività territoriali di diagnostica di primo livello e di prevenzione della trasmissione di Sars-Cov-2. "In questa fase emergenziale - avverte Caparini - è fondamentale assicurare un'assistenza territoriale che sia presente con tutte le sue forze. Grazie al coinvolgimento della medicina del territorio, i medici di medicina generale e i pediatri assumono così un ruolo ancora più attivo nel contrasto alla pandemia. L'obiettivo è di ridurre la pressione sui presidi ospedalieri e sulle strutture sanitarie e diminuire le occasioni di esposizione al rischio contagio". "E' una risposta importante - sottolinea Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni - che i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta hanno dato al Paese contribuendo a migliorare il processo di presa in cura dei pazienti attraverso l'erogazione di un numero maggiore di servizi di diagnostica di primo livello e attraverso l'effettuazione dei tamponi antigenici rapidi per tutto il periodo dell'emergenza. Voglio ringraziare tutti gli attori, in primo luogo i sindacati, il Presidente del Comitato di settore, il Coordinatore della Sisac e il Ministero della Salute per il gioco di squadra - afferma ancora Bonaccini - che hanno saputo mettere in campo e che ha consentito di raggiungere un risultato così importante in meno di due settimane. Ora il nostro Paese ha un strumento in più da utilizzare per contrastare la diffusione del Covid-19. Si allarga così in modo sempre più capillare - dice ancora Bonaccini - la campagna di prevenzione e di contrasto della pandemia. Ormai su larga scala sono coinvolte diverse categorie di operatori sanitari, che meritano sempre il nostro ringraziamento per la loro professionalità e dedizione. E' una buona notizia, come quella della grande adesione di candidati al bando della Protezione Civile per potenziare i servizi di tracciamento sanitario della pandemia. Come vediamo c'è un'Italia che non si abbatte e che vuole superare con forza e in prima fila questo periodo così difficile per il Paese".

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