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Torna il colera in Sardegna, anziano ricoverato a Cagliari

Torna il colera in Sardegna, anziano ricoverato a Cagliari

Infettivologo: "non tutti i ceppi di colera provocano epidemie"

10 luglio 2023, 18:24

Redazione ANSA

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Caso di colera a Cagliari, conferenza stampa Asl - RIPRODUZIONE RISERVATA

Caso di colera a Cagliari, conferenza stampa Asl - RIPRODUZIONE RISERVATA
Caso di colera a Cagliari, conferenza stampa Asl - RIPRODUZIONE RISERVATA

Arriverà giovedì 13 luglio il responso sul caso di colera accertato a Cagliari su un paziente di 71 anni originario di Arbus, nel sud Sardegna. L'uomo - ha spiegato all'ANSA il responsabile del reparto Infettivi del Santissima Trinità, Goffredo Angioni - sta meglio. La situazione è in fase di normalizzazione e sotto controllo. La diagnosi è emersa da un controllo su pregresse patologie". Applicati tutti i protocolli nazionali relativi alla malattia infettiva: il paziente è in isolamento ed è già in corso - se ne sta occupando la Asl del Medio Campidano - l'attività di tracciamento per rilevare eventuali casi di contagio tra le persone che abitualmente vivono con il paziente o lo frequentano.

Cause ancora da accertare, ma massima prudenza e attenzione: "Il paziente è in isolamento - ha detto il direttore generale della Asl 8 Roberto Massazza - tutto il personale chiaramente deve stare particolarmente attento. Ma stiamo rispettando tutti i protocolli previsti per queste situazioni".

L'uomo è ricoverato in ospedale da cinque giorni. Sconosciuto al momento il luogo e il giorno del contagio: l'anziano soffre di patologie cardiache e non avrebbe fatto recentemente viaggi all'estero. Ha accusato i primi sintomi circa un mese fa e questo elemento rende difficile stabilire il momento esatto del contagio.

L'emergenza è scattata martedì, quando l'anziano è arrivato all'ospedale di Is Mirrionis dopo un ricovero in un'altra struttura sanitaria: accusava disturbi gastrointestinali e dopo alcuni trattamenti non aveva avuto alcun miglioramento, a quel punto si è fatta avanti l'ipotesi del batterio e sono stati avviati gli accertamenti con il conseguente trasferimento nel reparto di Malattie infettive del Santissima Trinità. È scattato il protocollo previsto in questi casi, anche se ancora non c'era la certezza del caso di colera, arrivata poco dopo dai risultati delle colture dalle quali è emersa la presenza del batteria vibro cholerae.

"Alcuni ceppi di colera, come il Vibrione 01 e lo 0139, possono causare epidemie e sono particolarmente pericolosi. Altri possono manifestarsi solo con casi isolati. Per capire se quello di Cagliari è un caso isolato o dobbiamo aspettarcene altri, dobbiamo aspettare i risultati delle analisi del sierotipo. Solo così possiamo capire meglio di cosa stiamo parlando". Lo spiega all'ANSA Claudio Mastroianni, professore di malattie infettive all'Università la Sapienza di Roma e presidente della Società italiana di malattie infettive e tropicali. Il colera è una malattia a trasmissione oro-fecale, che si trasmette con il passaggio, attraverso l'acqua, del batterio Vibrio cholerae, presente nelle feci del soggetto malato o portatore.

"Quando si verifica un caso - precisa l'infettivologo - viene effettuato il tracciamento partendo dalla 'persona indice' per capire cosa ha mangiato, dove è stato, se ha contagiato o se è stato contagiato da familiari. Casi sporadici sono avvenuti in Italia negli ultimi decenni, ma l'ultima vera epidemia si è verificata negli anni Settanta nel napoletano". I sintomi sono quelli tipici di una gastroenterite infettiva molto intensa. "Provoca diarrea profusa e acquosa, che comporta grave disidratazione, quindi in primis vanno somministrati liquidi, per via orale e eventualmente endovenosa. In solo l'1% dei casi - prosegue il presidente della Simit - può avere un decorso grave e fatale. Questo dipende dalla carica batterica ingerita e sall'età del paziente: sono più a rischio persone molto anziane e neonati".

Esiste un vaccino contro il colera "non molto efficace e consigliato a chi si reca in zone dove la malattia è endemica, ovvero in Paesi molto poveri. Ma ci sono modi per proteggersi, perché il microbo del colera è molto labile, risponde bene a disinfettanti e detergenti". Igiene delle mani, evitare il consumo di frutti di mare crudi bere, acqua in bottiglia e un'accurata pulizia delle cucine sono fondamentali per evitare la diffusione. "Poi - conclude - se emergesse la contaminazione di acque andrebbe fatto un lavoro di controllo del corretto funzionamento della depurazione dei sistemi fognari". 

  

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