"C'è un primo studio molto
promettente non ancora pubblicato ma riportato durante i
congressi, una collaborazione tra Merck e Moderna, in cui nel
caso di melanoma è stato dato oltre la terapia normale anche un
vaccino personalizzato. Chi ha avuto anche il vaccino
personalizzato ha avuto un 65% di diminuzioni di ricorrenza o
mortalità. E' un'area nuova e promettente, è la prima volta che
vediamo risultati di questo genere, quindi si stanno aprendo
nuovi orizzonti". Lo ha affermato il direttore scientifico della
Fondazione Biotecnopolo di Siena, Rino Rappuoli, a margine di
una cerimonia all'Università di Trieste, durante la quale gli è
stata conferita la laurea magistrale ad honorem in Biotecnologie
mediche.
"Con l'avvento dei vaccini mRna abbiamo imparato che possiamo
fare vaccini molto più velocemente di prima - ha
contestualizzato Rappuoli rispondendo a una domanda sulle nuove
frontiere nella lotta al cancro - questo ci ha permesso di
affrontare la pandemia, ma ci permette anche di pensare a come
potremmo affrontare i tumori, per esempio. Oggi la linea di
punta della ricerca è fare vaccini personalizzati contro il
tumore: si prende una biopsia del tessuto sano e una biopsia del
tessuto tumorale, si fa la sequenza dei due genomi, si vanno a
vedere le differenze e poi si procede con vaccini specifici per
le differenze presenti solo nel tumore".
Intervenendo poi sulle prospettive per i vaccini anti Covid,
Rappuoli ha aggiunto: "I vaccini avuti finora, anche dopo la
quarta e quinta dose, proteggono sempre dalla malattia grave ma
dopo 3,4,5 mesi non dall'infezione. Quest'anno abbiamo un
vaccino nuovo, quello contro una variante Omicron, che dovrebbe
dare una protezione un po' migliore anche contro l'infezione, ma
dobbiamo aspettare questo inverno e vedere come va".
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