BRUXELLES, 28 AGO - "Le misure restrittive dell'Ue stanno producendo effetti duri e tangibili sull'economia russa, nonostante gli ingenti introiti da petrolio e gas che la Russia ha utilizzato come cuscinetto nel primo anno dell'invasione: i loro effetti si intensificheranno nel tempo, poiché le misure hanno un impatto a lungo termine sul bilancio della Russia e sulla sua base industriale e tecnologica". Lo scrive l'alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell nel suo blog. "La Russia ha registrato un'importante eccedenza di bilancio nella prima metà del 2022 grazie agli alti prezzi del petrolio e del gas, ma questa è stata cancellata nei mesi successivi, con il bilancio federale che ha fatto registrare un deficit nel 2022. La situazione fiscale è destinata a peggiorare. I dati di gennaio-aprile per il 2023 mostrano che le entrate del bilancio federale russo per il petrolio e il gas, che rappresentavano il 45% del bilancio russo nel 2022, sono scese del 52%. Il governo sta cercando di affrontare il crollo delle entrate estraendo dividendi elevati dalle imprese statali e imponendo tasse aggiuntive alle grandi imprese, ma questi interventi hanno un costo e difficilmente riusciranno a colmare il crescente deficit fiscale". "Sebbene il governo russo disponga ancora di spazio fiscale, con un debito pubblico pari al 17% del PIL alla fine del 2021 e un patrimonio accumulato nel National Wealth Fund (NWF) che rimane considerevole (ad aprile 2023, 154 miliardi di dollari, pari al 7,9% del PIL), ha compresso la spesa produttiva e sociale. Nel 2023, si prevede che quasi un terzo del bilancio federale sarà speso per la difesa e la sicurezza interna, mentre i fondi per scuole, ospedali e strade saranno ulteriormente ridotti".
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