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Alta corte croata vieta a presidente Milanovic di candidarsi

Alta corte croata vieta a presidente Milanovic di candidarsi

Alle parlamentari. 'Ma potrebbe aspirare alla carica di premier'

ZAGABRIA, 18 marzo 2024, 18:26

Redazione ANSA

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© ANSA/EPA

La Corte costituzionale della Croazia ha esplicitamente vietato al presidente della Repubblica Zoran Milanović di candidarsi al Parlamento per le elezioni che lui stesso ha indetto per il 17 aprile prossimo, e anche di essere candidato del Partito socialdemocratico (Sdp), centro-sinistra all'opposizione, per la carica di primo ministro.
    La Corte ha emesso un avvertimento obbligatorio in cui ha chiaramente detto che in base alle autorità e ai doveri costituzionali del presidente, specialmente in periodo elettorale, Milanović non può essere candidato al Parlamento, e neanche partecipare alla campagna elettorale di qualsiasi partito, neppure come potenziale premier designato né essere dai partiti indicato come futuro premier nel caso della loro vittoria.
    Al presidente la Costituzione vieta la partecipazione alle campagne elettorali e la Corte ha detto che con l'annuncio di venerdì Milanović ha già violato la Costituzione. Per ora i giudici non hanno considerato una sua rimozione dalla carica. In caso di dimissioni, niente impedirebbe a Milanović di candidarsi, ma lui ha già escluso questa opzione, per "non lasciare tutto il Paese ai ladroni del premier Andrej Plenković", alludendo al presidente del Parlamento, che in quel caso assumerebbe la carica di Capo di Stato provvisorio. Resta però il fatto che la Corte non ha escluso la possibilità che dopo le elezioni il Partito socialdemocratico, in caso di vittoria e in presenza di una nuova maggioranza parlamentare, indichi proprio Milanović quale personalità alla quale affidare l'incarico per formare il nuovo governo. La Corte costituzionale ha infine severamente ordinato a Milanović e all'Sdp di astenersi da dichiarazioni e comportamenti incostituzionali, minacciando che in caso contrario potrebbe squalificare l'Sdp o una delle sue liste dalle elezioni o addirittura annullare la decisione sulla tenuta delle elezioni il 17 aprile, anche se il Parlamento rimarrebbe dissolto. Ora si attende una reazione di Milanović e del leader del Partito socialdemocratico, Peđa Grbin.
   

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