Massimiliano, Matteo, Stefano,
Alà sono solo quattro dei trenta nomi, seguiti da date e città
in cui sono avvenuti i suicidi, elencati oggi sulla scalinata
del palazzo di giustizia di Cagliari dai rappresentanti della
Camera penale di Cagliari, dai garanti dei penitenziari sardi e
dalle associazioni in difesa dei detenuti durante un flash mob
voluto per dire basta ai suicidi nelle carceri italiani, 30
dall'inizio dell'anno.
Una manifestazione organizzata dalla Camera penale
cagliaritana per lanciare un grido d'allarme e chiedere che si
intervenga al più presto. "Ormai il numero dei suicidi è
talmente elevato che praticamente è il doppio di quelli che si
verificano all'esterno che riguardano detenuti - ha detto Franco
Villa, presidente della Camera Penale di Cagliari - A questi
bisogna aggiungere quattro poliziotti peritenziari che si sono
tolti la vita nel 2024". I suicidi, ha precisato Villa "sono un
sintomo di un malessere generale dei nostri detenuti perché sono
in condizioni di sovraffollamento carcerario - ha aggiunto - c'è
una sanità penitenziaria che è assolutamente allo sbando, ci
sono troppi detenuti tossicodipendenti e malati psichiatrici
all'interno delle nostre carceri. Questo determina una
situazione esplosiva". Per Villa una soluzione in breve tempo
"non può che essere l'amnistia e indulto per ridurre la
pressione carceraria - ha detto -. Nel lungo periodo ci sono
soluzioni che si possono adottare, per esempio l'attività di
housing, cioè fornire delle case a coloro che possono andare in
misura alternativa".
Parla di emergenza anche la garante regionale delle carceri
Irene Testa: "È un'urgenza insieme a un'emergenza - ha precisato
-. L'urgenza è quella da parte della politica e del legislatore
di intervenire e l'emergenza è che le carceri non possono essere
lasciate in queste condizioni: non serve né ai detenuti e né
alla società". E la garante lancia l'allarme: "Se non vogliamo
aspettare altre condanne dalla Corte Europea dei dei diritti
dell'uomo dobbiamo intervenire sul grave sovraffollamento che
affligge i nostri penitenziari". Testa punta il dito contro la
politica: "Deve avere il coraggio di assumersi delle
responsabilità, varando provvedimenti che siano deflattivi in
qualche modo perché altrimenti il problema non si risolve".
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