E' ripartita alle 11:10 dal porto di Ancona la nave "Ocean Viking", da cui sono sbarcati ieri sera 37 migranti, dopo il completamento all'alba delle operazioni che si sono svolte alla banchina 22 dello scalo marchigiano. Proprio allo stesso molo 22 attraccherà domani, probabilmente verso le ore 8, la nave di Medici senza frontiere "Geo Barents" con 73 migranti a bordo, tra cui 18 minorenni, salvati al largo della Libia. Inizialmente l'arrivo dell'imbarcazione era previsto per la giornata di oggi ma, per la velocità di crociera ridotta a causa del mare grosso, con le onde che hanno parzialmente allagato il ponte inferiore, l'approdo è slittato a domani.
Non si arresta lo scontro tra le ong ed il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. "Ubbidiamo agli ordini, non rimarremo però silenziosi e inattivi", fa sapere Medici senza frontiere. Mentre il titolare del Viminale difende la linea dura e ribalta le accuse, ribadendo che le navi umanitarie rappresentano un 'pull factor' (un fattore d'attrazione) per le partenze e sui rapporti tra ong e trafficanti di uomini sono in corso inchieste giudiziarie. La presenza in mare delle navi delle organizzazioni, inoltre, potrebbe influire su un fenomeno che si sta riscontrando con sempre maggiore frequenza: la scarsa qualità delle barche che partono dall'Africa, "perchè tanto poi ci vengono a prendere e questo favorisce le tragedie che poi succedono", osserva Piantedosi.
Intanto, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con il collega tunisino Othman Jerandi. "Ho chiesto - fa sapere - un forte impegno al governo tunisino per contrastare le partenze irregolari dei migranti e per favorire un maggior numero di rimpatri. Presto sarò a Tunisi: il governo italiano lavora per risolvere l'emergenza immigrazione". Jerandi, da parte sua, ha parlato di colloquio "fruttuoso: c'è necessità di trovare soluzioni durevoli per contrastare la migrazione irregolare".