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Borsa: Europa debole, Milano la peggiore (-1,2%)

Allarme della Bce: "Economia Ue in territorio sconosciuto"

Inflazione dell'area euro, discorso preoccupato della presidente della Bce Lagarde e segnali contraddittori dall'Ucraina frenano le Borse del Vecchio continente, con Milano che cede l'1,2% al giro di boa e, al momento, la peggiore della giornata. Tra gli altri listini europei, in un clima incerto Francoforte e Madrid perdono lo 0,8%, Parigi lo 0,4% e Amsterdam è limata dello 0,2%. Londra resta in leggerissima controtendenza e sale dello 0,3% dopo l'atteso rialzo dei tassi da parte della Bank of England.

Lo spread Btp-Bund si conferma attorno ai 153 punti base, con il gas in crescita di circa il 7% a un prezzo di 110 euro al Megawattora. Ha accelerato rispetto all'avvio il petrolio, che sale del 5% toccando anche i 100 dollari al barile. Incerti i futures sull'avvio di Wall street. Sul listino principale della Borsa milanese, sempre forti vendite sulle banche (Banco Bpm e Unicredit -5%, Intesa -4%) mentre Diasorin cresce del 6% dopo i conti

L'aggressione russa dell'Ucraina "porta l'economia europea in un territorio sconosciuto" e "ha rivelato la nostra vulnerabilità collettiva che deriva dalla dipendenza economica da attori ostili". Lo ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde alla conferenza 'The Ecb and its Watchers'. "La Bce è accanto al popolo dell'Ucraina, che ha subito un orribile atto di aggressione", ha aggiunto. La guerra in Ucraina ha messo in moto nuovi fattori d'inflazione, ed è improbabile che l'area euro torni ai bassi livelli d'inflazione visti prima della pandemia. Al contrario, è "sempre più probabile" che l'inflazione di medio termine si stabilizzi sull'obiettivo del 2%. ha spiegato Lagarde. La guerra in Ucraina "pone rischi significativi per la crescita" dell'Eurozona, e potrebbe "mettere in moto nuovi trend inflazionistici", ha inoltre detto, spiegando che il conflitto "ha gettato un'ombra" sull'Europa. La Bce è pronta a fare marcia indietro sui suoi piani di riduzione dello stimolo monetario, se fosse necessario di fronte ai rischi posti dalla guerra, la Bce resta pronta a mettere in atto nuovi strumenti, se serviranno.

Ottima seduta per i mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico, con gli operatori che hanno guardato alla forza delle Borse europee e di Wall street della vigilia, anche sulle speranze di una soluzione nel conflitto in Ucraina. Apprezzata anche la 'solidità' della Fed, che ha confermato il suo programma di politica monetaria pur in un quadro di guerra. Così Tokyo ha chiuso in aumento del 3,4%,la Borsa di Hong Kong continua il rally e chiude la seduta ancora in volata: l'indice Hang Seng termina con un altro balzo del 7,04%, a 21.501,23 punti. L'euforia è legata ancora alle indicazioni emerse ieri a Pechino dal Comitato per la stabilità e lo sviluppo finanziario, presieduto dal vicepremier Liu He: il governo si è impegnato a promuovere politiche per stimolare i mercati e per aumentare la crescita economica contro i timori degli investitori sui rischi del comparto immobiliare, del delisting all'estero e della stretta sulle società Internet.

Più cauti i listini cinesi: Shanghai cresce dell'1,3% e Shenzhen del 2,1%. Sulla stessa linea la Borsa di Seul, che ha concluso con l'indice generale in aumento dell'1,3% e il 'tecnologico' Kosdaq in aumento del 2,5%. In rialzo di un punto percentuale la chiusura della Borsa di Sidney, dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'andamento dei loro settori in Europa. Attorno alla parità i futures sull'avvio dei listini azionari del Vecchio continente.    

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