/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Il Procuratore speciale Usa: l'Fbi non doveva avviare il Russiagate

Il Procuratore speciale Usa: l'Fbi non doveva avviare il Russiagate

Ma non raccomanda accuse né cambi nella gestione delle indagini politiche

WASHINGTON, 15 maggio 2023, 22:22

Redazione ANSA

ANSACheck

Donald Trump © ANSA/EPA

Donald Trump © ANSA/EPA
Donald Trump © ANSA/EPA

L'Fbi non avrebbe mai dovuto avviare il 'Russiagate', l'inchiesta sui presunti collegamenti tra la campagna di Donald Trump e la Russia nelle elezioni del 2016: è la conclusione del rapporto del procuratore speciale John Durham, nominato dall'allora ministro della giustizia dell'amministrazione Trump per far luce sulle origini dell'inchiesta stessa, dopo che il tycoon l'aveva definita una 'caccia alle streghe'.

Nonostante le forti critiche al Bureau, Durham non raccomanda alcuna nuova accusa o "grandi modifiche" su come l'Fbi gestisce le indagini a sfondo politico. 

Il rapporto di oltre 300 pagine di Durham afferma anche che l'Fbi ha utilizzato "formazioni di intelligence grezze, non analizzate e non corroborate" per avviare la cosiddeetta indagine "Crossfire Hurricane" su Trump e la Russia, ma ha utilizzato uno standard diverso per soppesare le preoccupazioni sulle presunta interferenze elettorali riguardanti la campagna di Hillary Clinton .

 "Sulla base della revisione di Crossfire Hurricane e delle relative attività di intelligence, concludiamo che il Dipartimento di giustizia e l'Fbi non sono riusciti a confermare la loro importante missione di stretta fedeltà alla legge in relazione a determinati eventi e attività descritti in questo rapporto", ha scritto Durham. Nel documento si rileva anche che "almeno da parte di alcuni membri del personale intimamente coinvolti nella vicenda" c'era "una predisposizione ad aprire un'inchiesta su Trump".

Le conclusioni di Durham sono in contrasto con una precedente indagine dell'ispettore generale del Dipartimento di Giustizia, che ha identificato alcuni problemi nell'inchiesta ma ha stabilito nel dicembre 2019 che c'erano giustificazioni sufficienti per aprirla.

Il rapporto di Durham e' destinato a riaccendere il dibattito su Russia, Trump, Fbi ed elezioni presidenziali del 2016 mentre Trump sta ritentando la scalata alla Casa Bianca. 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza