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Relazione sullo Stato di diritto, l'Ue si informa sulla Giustizia

Relazione sullo Stato di diritto, l'Ue si informa sulla Giustizia

Focus su premierato, libertà di stampa e Rai nei colloqui

ROMA, 12 febbraio 2024, 19:51

di Paolo Cappelleri

ANSACheck

Bandiere dell 'Europa davanti alla sede della Commissione Europea © ANSA/EPA

Bandiere dell 'Europa davanti alla sede della Commissione Europea © ANSA/EPA
Bandiere dell 'Europa davanti alla sede della Commissione Europea © ANSA/EPA

C'è stato in particolare un focus sulla riforma costituzionale del premierato nel confronto fra i funzionari europei e quelli del governo, nell'ambito del lavoro preparatorio della relazione annuale della Commissione Ue sullo Stato di diritto. I provvedimenti sulla giustizia e il tema della libertà di stampa sono fra gli altri dossier aperti nelle riunioni in videoconferenza condotte da alcuni Dipartimenti della Presidenza del Consiglio e dai ministeri di interni e giustizia, un appuntamento programmato da tempo, come sottolineano fonti di Palazzo Chigi. E anche da Bruxelles chiariscono che non si è trattato di un'ispezione, ma un passaggio di prassi nella compilazione del rapporto, che prevede la consegna di un questionario agli Stati membri e poi un incontro con i tecnici della Commissione.

 

Questo rapporto dal 2020 fa il punto sulla situazione dello Stato di diritto nei 27 (con aggiornamenti e raccomandazioni) e nell'Ue nel suo complesso. L'ultimo, pubblicato a inizio luglio, era stato preceduto da 530 incontri online con autorità nazionali e indipendenti dei vari Paesi membri, nonché con organizzazioni della società civile, e da un'attività di confronto con gli Stati, fra scambi di contenuti scritti e visite. Nel questionario per Roma, elaborato per la prossima relazione, come anticipato da La Repubblica, sono elencati 19 quesiti: riguardano, fra l'altro, il premierato, il processo penale telematico, le modifiche al reato di abuso d'ufficio, le conseguenze della nuova prescrizione per i processi per corruzione, nonché sull'informazione, in particolare sullo stop alla pubblicazione dell'ordinanza di custodia cautelare e sulle misure per garantire la libertà di stampa e il diritto a essere informati.

 

Viene chiesto, come riferisce il quotidiano, anche se il governo "può indicare quali misure prevede di adottare contro le interferenze politiche sull'indipendenza della Rai". Sono molti dei temi su cui insisteva Bruxelles nel capitolo dedicato a Roma nel rapporto del 2023.

Si evidenziavano rischi nell'abrogazione del reato di abuso d'ufficio, si esortava inoltre a rendere la Rai più indipendente, ad adottare norme complete sui conflitti di interesse e la regolamentazione delle attività di lobbying, nonché a "proseguire il processo legislativo per riformare e introdurre garanzie per il regime di diffamazione, la protezione del segreto professionale e delle fonti giornalistiche, tenendo conto degli standard europei sulla protezione dei giornalisti". Materie su cui i nuovi confronti offrono la possibilità di un aggiornamento. "Come in tutti gli altri settori - sottolineano da Palazzo Chigi -, anche in questo esercizio la collaborazione fra l'Italia e la Commissione europea si sviluppa in un clima del tutto positivo e costruttivo". E al M5s che parla di un "governo messo sotto tutela dall'Europa", dalla maggioranza replica Alessandro Colucci di Noi moderati: "Si vuole spacciare una normale indagine conoscitiva del governo dell'Unione per processo all'intero Paese, una consueta procedura che di fatto mira a infangare l'Italia e il suo Governo democraticamente eletto dai cittadini creando così un grave danno d'immagine al Paese. Ai tecnici della Commissione verrà data ogni risposta che confidiamo li soddisferà pienamente".

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