"La partita di ieri non può
determinare grandi considerazioni, è stata una buona gara, ma il
valore non si può andare a cercare in questo tipo di partite.
Con tantissimi stranieri, le difficoltà nel trovare giocatori
c'è, è un problema, ma non possiamo considerare la partita di
ieri un punto di partenza". Così Dino Zoff, leggenda azzurra
campione del mondo '82 ed ex ct della Nazionale, ospite di Radio
Anch'io Sport su Rai Radio 1. Retegui l'uomo giusto per questa
Nazionale? "Non si può dire di aver trovato l'uomo giusto dopo
una partita e mezzo, quando c'è Immobile che segna 50 gol a
stagione da tre anni, bisogna metterci d'accordo. Sicuramente
non ce ne sono tanti, è un dato di fatto. Però non che arriva
uno e può scalzare uno che fa 50 gol all'anno. è
un'esagerazione".
"Ci sono pochi giocatori italiani. Ai miei tempi, in Friuli
eravamo dieci-dodici in Serie A e due-tre in Nazionale maggiore
- ha detto Zoff - Poi per trent'anni il Friuli non ha avuto
giocatori in Serie A. Ci sono proprio meno giovani italiani che
giocano. Non ce ne sono tanto bravi anche all'estero. Mancini,
avendo poche possibilità, ne convoca tanti. Ma ricordo che nel
'74 è successo all'incirca la stessa cosa, con tante prove e
tanti giocatori nuovi, anche se il panorama era diverso, molto
più ampio".
"Ci sta puntare sulle seconde generazioni - ha spiegato Zoff -
anche perché se i giocatori non ci sono non è che smettiamo di
giocare a calcio. Africa e Sudamerica producono sempre un sacco
di giocatori, hanno la possibilità di fare quello che facevamo
noi negli anni '60: giocare ore e ore a giocare in grandi spazi.
Adesso invece i giovani giocano due volte a settimana per un'ora
ed è già tanto.
Dobbiamo andare ai prossimi Europei e Mondiali, ma dobbiamo fare
meno vittime sul nostro campionato".
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