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Monte Bianco, percorso alternativo evita pericoli del ghiacciaio

Monte Bianco, percorso alternativo evita pericoli del ghiacciaio

Attrezzato sul versante italiano, inaugurato domenica

COURMAYEUR (AOSTA), 11 luglio 2022, 09:57

Redazione ANSA

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Courmayeur (Aosta), percorso chiodato e parzialmente attrezzato alternativo a un settore della via normale italiana al Monte Bianco inaugurato domenica 10 luglio. Credit Delfino Viglione - RIPRODUZIONE RISERVATA

Courmayeur (Aosta), percorso chiodato e parzialmente attrezzato alternativo a un settore della via normale italiana al Monte Bianco inaugurato domenica 10 luglio. Credit Delfino Viglione - RIPRODUZIONE RISERVATA
Courmayeur (Aosta), percorso chiodato e parzialmente attrezzato alternativo a un settore della via normale italiana al Monte Bianco inaugurato domenica 10 luglio. Credit Delfino Viglione - RIPRODUZIONE RISERVATA

Evitare i pericoli del ghiacciaio: è questo l'obiettivo del percorso chiodato e parzialmente attrezzato alternativo a un settore della via normale italiana al Monte Bianco. Dopo tre anni di analisi e lavori, il tracciato è stato inaugurato domenica 10 luglio. Si sviluppa lungo la cresta delle Aiguilles Grises, aggirando così il ghiacciaio del Dome, spesso impraticabile a estate inoltrata.
    "Questa via, aperta negli anni Trenta, è stata poco frequentata perché complessa. Resta per alpinisti di una certa capacità, ma ora è più fruibile, grazie a punti di sosta e alle corde fisse piazzate nei punti più impegnativi", spiega all'ANSA la guida alpina Delfino Viglione. Il 'costo' per evitare seracchi e crepacci è di "60-90 minuti in più".
    "I ghiacciai continuano ad assottigliarsi e le condizioni sono sempre più difficili: al passaggio degli alpinisti si mostrano sempre più fragili", ricorda Viglione, che ha realizzato i lavori insieme ad amici e volontari, tra cui la guida alpina di Courmayeur Andrea Plat e alcuni finanzieri del Soccorso alpino di Entrèves, dove è stato comandante fino al 2020, quando si è congedato dopo 44 anni di servizio nel Sagf.
    Il tracciato si sviluppa tra il rifugio Gonella (3.071 metri) e il Colle dell'Aiguilles Grises, a 3.811 metri, per poi riunirsi alla via normale dal Piton des Italiens. "Serve anche come percorso di rientro certo, per non perdersi lungo il ghiacciaio.
    L'idea è nata perché in quell'area ci sono stati diversi incidenti e alcuni alpinisti non sono mai stati ritrovati", aggiunge Viglione. L'elicottero per realizzare le opere è stato messo a disposizione dalla famiglia di Jassim Mazouni, parigino disperso sul Monte Bianco dal 9 luglio 2014, all'età di 16 anni, insieme alla guida alpina Ferdinando Rolando, di Ollomont (Aosta). I due erano partiti proprio dal Rifugio Gonella nonostante un'attesa nevicata.
   

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