(ANSA) - NAPOLI, 19 APR - Non una lite per un dispetto, la sottrazione della posta, ma un furto sfociato in omicidio.
Peraltro commesso con un complice.
Ipotizza uno scenario diverso
da quello emerso finora l'avvocato Hilarry Sedu, che assiste la
famiglia di Rosa Gigante, la 72enne ipovedente, madre del noto
salumiere-tiktoker napoletano Donato De Caprio, uccisa ieri
pomeriggio nella sua casa di Pianura, quartiere della periferia
occidentale di Napoli.
"Non escludiamo - dice all'ANSA Sedu - che la presunta
assassina abbia agito con la complicità di qualcuno, e riteniamo
anche che l'indagata sia salita a casa della vittima per
compiere un furto, pensando che la povera Rosa custodisse i
frutti del successo del figlio".
Ieri sera la Squadra Mobile di Napoli, dopo un
interrogatorio, ha notificato a Stefania Russolillo, la 47enne
vicina di casa della vittima, accusata di essere colei che ha
ucciso Rosa Gigante, un decreto di fermo emesso dal pm Maurizio
De Marco. La donna - in cura presso un centro di igiene mentale
- ha reso una parziale confessione e ha risposto con dei "non
ricordo" alle domande cruciali degli investigatori (movente e
dinamica). Stamani il dirigente della Squadra Mobile Alfredo
Fabbrocini ha rivelato alcuni particolari del raccapricciante
omicidio. A chiamare la Polizia è stato il marito della
Russolillo. Il corpo dell'anziana è stato trovato supino, con
segni di violenza e parzialmente bruciato. Inoltre aveva un
laccio all'altezza del collo. "Le bruciature - ha aggiunto il
dirigente della Squadra Mobile - sono state causate da un
principio di incendio, innescato con un liquido infiammabile".
Importanti prove arriveranno dall'autopsia che sarà eseguita
su disposizione della Procura di Napoli dopo il conferimento
degli incarichi ai consulenti. "Ci sono tanti punti da chiarire
e tanti interrogativi che attendono una risposta - ha
sottolineato l'avvocato Sedu - i figli della vittima sono tutti
sotto choc e chiedono giustizia, vogliono sapere la verità
sull'accaduto".
Lapidario il commento dell'avvocato Raffaello Scelsi, che
difende la Russolillo: "Lasciamo le indagini agli inquirenti e
attendiamo lo sviluppo della vicenda". (ANSA).