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Carceri: Cgil polizia penitenziaria, di nuovo disordini a Dogaia

Carceri: Cgil polizia penitenziaria, di nuovo disordini a Dogaia

PRATO, 03 novembre 2023, 12:19

Redazione ANSA

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"Di nuovo disordini nel carcere della Dogaia di Prato. Nella serata di mercoledì 1 novembre, probabilmente in accordo tra loro, due detenuti ristretti nella stessa sezione detentiva, si sono contemporaneamente procurati diverse ferite da taglio e ingerito tutti insieme i farmaci prescritti durante l'ultima settimana, che hanno costretto il personale di polizia penitenziaria e quello sanitario a chiedere l'intervento del servizio 118 e relativo accompagnamento dei due sotto scorta presso l'ospedale cittadino. Un problema apparentemente banale, quello escogitato dai due detenuti che avevano appena dichiarato genericamente: 'Vogliamo essere trasferiti, per andare via dal carcere di Prato'". Così, in una nota, Donato Nolè e Giulio Riccio, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore regionale Fp Cgil polizia penitenziaria per la Toscana.
    "Gli eventi dell'altro ieri, non sono altro che la punta dell'iceberg rispetto al carico di lavoro a cui è sottoposto quotidianamente il personale della Dogaia. Nel penitenziario pratese, la sensazione è quella che la situazione di sovraffollamento e malessere del personale di polizia penitenziaria e di tutti gli altri operatori del carcere - riprendono -, venga ignorata appositamente dopo le manifestazioni di protesta dei mesi scorsi che hanno denunciato le pessime condizioni lavorative in cui qualunque lavoratore è costretto ad operare ogni giorno". La Fp Cgil polizia penitenziaria di Prato rimane "incredula di fronte al perdurante silenzio delle istituzioni, né comprendiamo il perché, nonostante le formali richieste. il provveditore regionale dell'amministrazione penitenziaria toscana, non riceva le organizzazioni sindacali di categoria". Ed infine: "Nonostante l'assenza di un direttore e di un comandante titolare nel carcere di Prato, il personale continua a gestire una situazione difficile solo grazie al proprio senso di responsabilità".
   
   

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