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Ansa/Orso d'oro a Rosi,"dedicato ai profughi e a Lampedusa"

Ansa/Orso d'oro a Rosi,"dedicato ai profughi e a Lampedusa"

Regista "Fuocoammare", "Morti inaccettabili, Ue faccia di più"

BERLINO, 20 febbraio 2016, 23:23

Redazione ANSA

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(Aggiorna e sostituisce servizio delle 21.26) (di Rosanna Pugliese) L'emozione è tangibile, in tutti, al momento della consegna di questo Orso d'oro: persino a Meryl Streep, che lo annuncia, sul palco della 66/ima Berlinale, trema la voce, quando dice che sarà premiato Granfranco Rosi per il suo "Fuocoammare". Le immagini di Lampedusa, a Berlino, nel Paese che ha accolto un milione di profughi nel 2015, hanno turbato e commosso. E il regista del film documentario dedica l'Orso alle vittime: "Il mio pensiero va a tutti coloro che a Lampedusa non sono mai arrivati nel loro viaggio della speranza - esordisce - e alla gente di Lampedusa, che da venti, trenta anni apre il suo cuore a chi arriva". "È inaccettabile - aggiunge che la gente muoia a mare, mentre cerca di superare le frontiere". E questo, sottolinea a fine serata in conferenza stampa "non vuole essere un film politico, anche se forse lo è a prescindere". C'è un messaggio nell'isola che tutti devono fare proprio: "Quando chiesi al dottore come mai Lampedusa fosse così generosa - racconta Rosi - lui mi rispose: perché siamo una terra di pescatori, e i pescatori accolgono quello che viene dal mare. Dovremmo imparare tutti a essere un po' più pescatori". Ed è il suo eroe, il medico Pietro Bartolo, a dire in conferenza stampa: "Anche pochi minuti fa, stasera, c'é stato no sbarco a Lampedusa, di 350 persone. Il mare è vita, non deve essere un cimitero". Fra i premiati con gli orsi d'argento: premio gran Giuria a "Mort à Sarajevo" di Danis Tanovic, alla regista Mia Hansen-Love per il film francese "L'avenir". La danese Trine Dyrlholm, protagonista de "La Comune" di Thomas Vinterberg si è aggiudicata il premio come migliore attrice. Il tunisino Majd Mastoura ha ricevuto l'orso come migliore attore, per "Inhebbek Hedi", mentre il premio alla migliore sceneggiatura è andato al polacco "United States of love" di Tomasz Wasilewski. Orso per il film che apre nuove prospettive a "Lullaby to the Sorrowful Mystery" di Lav Diaz. Infine, premio per una particolare prestazione artistica a Mark Lee Ping- Bing, per il film "Chang Jiang Tu" (Crosscurrent) di Yang Tao. L'orso d'oro al corto è andato a "Balada de um Batraquio" di Leonor Teles.
    L'acclamatissimo vincitore della serata, sul red carpet, pochi minuti prima di aggiudicarsi la Berlinale, ha detto all'ANSA: "Quello che è arrivato ieri dall'Austria, che si sta chiudendo, non e' certo un bell'esempio. L'Europa deve agire assieme". C'è anche un giornalista polacco, che gli chiede che messaggio intenda inviare a Varsavia, dove il governo sta blindando il paese di fronte all'emergenza rifugiati: "Direi di non essere cosÌ spaventati, anche perché questo fenomeno non si può fermare". Quale politico dovrebbe vedere il film invece in Italia? "Lo farei vedere a tutti, soprattutto i più tosto. E a Matteo Salvini". "L'Italia comunque ha fatto tanto e da sola per venti anni, ora non è più il momento che i singoli stati agiscano per conto loro. Deve esserci una risposta europea".
    "L'Europa farà una brutta fine - aggiunge ancora - se non inizierà a pensare in maniera più europea, e meno nazionale".
    Rosi dedica un passaggio anche alla Germania, pur non volendo commentare l'opera politica di Angela Merkel: "Per i tedeschi Lampedusa è sempre stato un fenomeno che doveva risolvere l'Italia. Adesso L'Europa inizia a reagire, si è accorta del problema, ma non è ancora abbastanza". Dal palco, a fianco al direttore Dieter Kosslik, e alla Streep, presidente della giuria 2016, Rosi si concede infine una nota privata, intima: "Vorrei salutare Emma, mia figlia - dice, mentre le telecamere la inquadrano -. Sono stato a Lampedusa un anno e mezzo e ti ho vista solo pochi giorni.
    Quest'anno staremo insieme di più", le promette.
   

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